IL GIOCO

La Storia

Già nell’antichità esistevano giochi con la palla che possono essere considerati i predecessori della pallavolo; in Italia una sorta di pallavolo era giocata nel Medioevo. In Germania, nel 1983, fu introdotto un gioco chiamato “Faustball”, nel quale la palla poteva però rimbalzare a terra fino a un massimo di due volte. La costruzione della pallavolo in forma moderna va riconosciuto a William Morgan, istruttore di educazione fisica presso un college dell’YMCA del Massachusetts.

Il 6 febbraio 1895 Morgan radunò alcuni insegnanti nel college di Springfield per la dimostrazione di un nuovo sport. Con l’aiuto di due squadre composte da 5 membri, avvenne il battesimo di questo gioco sportivo, con caratteristiche profondamente diverse dagli altri in voga a quel tempo. La caratteristica peculiare era quella di non prevedere il contatto fisico tra i partecipanti, per cui la destrezza, la prontezza dei riflessi, la capacità di concentrazione e l’agilità prendevano il posto della qualità fino ad allora primaria nelle attività sportive: la forza. Egli riuscì ad imporre questo sport nei college YMCA sparsi un po’ in tutti gli Stati Uniti e due anni dopo la pallavolo si praticava anche nella maggior parte dell’America del Sud.

Campo di gioco

Le partite di pallavolo si disputano al coperto in impianti il cui unico limite è la distanza fra l’area di gioco e il soffitto che deve essere di almeno 7m; per le competizioni organizzate dalla FIVB tale distanza deve essere di almeno 12,5 m.

L’area di gioco è di forma rettangolare e comprende il campo di gioco (diviso in due settori di 9 m per 9 m, in tutto 18 m, separati dalla rete, e delimitato da linee che fanno parte del campo stesso), e la zona libera(evidenziata con colori diversi), cioè la superficie esterna alle linee di delimitazione del campo, che deve essere larga fra 3 e 5 m dalle linee laterali e fra i 3 e gli 8 m dalle linee di fondo.

La superficie di gioco, in legno o materiale sintetico, deve essere piana ed uniforme, così da non presentare pericoli per i giocatori.

Il campo è diviso in due dalla linea di metà campo, tracciata sotto la rete; in ogni metà campo viene tracciata la linea d’attacco posta parallelamente a quella centrale, a 3 m di distanza da essa, per delimitare la zona d’attacco. Le linee d’attacco sono prolungate oltre le linee laterali con cinque tratti di 15 cm, larghi 5 cm, distanti 20 cm l’uno dall’altro, per una lunghezza totale di 1,75 m. Dal suo prolungamento ne viene tratteggiata un’altra, parallela alla linea laterale dal lato delle panchine, distante 1,75 m da essa chiamata Linea dell’Allenatore, che è vietato oltrepassare.

Tutte le linee devono essere larghe 5 cm e devono avere un colore chiaro, contrastante con la superficie di gioco.

La rete

La rete è posta ad un’altezza nella sua parte superiore di 2,43m per le gare maschili di serie, Junior League e Under 18, 2,35m per le gare Under 16 maschile e mista, 2,24m per le gare femminili di serie, Under 18 e 16, Under 14 maschile e 2,15 per le gare di Under 13 maschile, Under 14 e 13 femminile. La misurazione deve essere effettuata nella parte centrale e in corrispondenza delle due linee laterali. Mentre sopra le linee laterali la rete può variare di non più di 2 cm oltre l’altezza stabilita, al centro dev’essere esatta. Deve comunque essere simmetrica. Le dimensioni della rete sono: un metro di altezza e da 9,50 a 10 m di lunghezza. Due bande bianche verticali, larghe 5 cm e alte 1 metro, sono fissate nella rete esattamente al di sopra di ciascuna linea laterale. Al loro interno vengono inserite le antenne che sono due astine in fibra di vetro di 1,80 m di altezza e 10 mm di diametro, a strisce bianche e rosse, larghe 10 cm l’una: ogni antenna si estende 80 cm al di sopra della rete e servono a delimitare lo spazio di passaggio della palla.

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La palla

– Per tutte le gare di B1-B2-C-D-1^-2^-3^ divisione, i palloni da utilizzare sono: MIKASA MVA 200 MVA 300 MVP 200 MVP 200NC MOLTEN V5M 5000 IV5 XC. Le bande orizzontali sono state sostituite da spicchi colorati che rendono più visibile la palla nelle fasi di gioco. Il peso della palla aumenta o diminuisce a seconda della categoria in cui si gioca ad esempio: l’under 13 userà un pallone molto più pesante e duro del minivolley, che di solito utilizza palle in plastica più leggere.Secondo il regolamento della FIVB, la palla deve essere di cuoio vero o sintetico e deve avere una forma sferica, una circonferenza di 65-67 cm, un peso di 260-280 g e una pressione interna di 0,30-0,325 kg/cm². Il colore della palla dipende dal tipo di competizione. Nei campionati italiani i tipi di pallone utilizzati sono stabiliti dalle norme emanate dalla FIPAV con la guida pratica, nel dettaglio:

Il gioco

La gara viene disputata da due squadre con sei giocatori l’una. Ogni squadra, nei campionati italiani, può avere a disposizione massimo 13 giocatori compresi L1 ed L2, questi ultimi due sono detti LIBERO e generalmente uno dei due è sempre in campo in sostituzione di un giocatore difensore, solitamente il centrale. Il numero massimo di sostituzioni è sei, con un vincolo: se A sostituisce B, nello stesso set, B può rientrare in campo solo al posto di A, e tale avvicendamento è conteggiato come due sostituzioni. Per il LIBERO, le sostituzioni sono illimitate, ma ci deve sempre essere un’azione di gioco fra una sostituzione e l’altra.

Lo scopo del gioco è far cadere la palla nel campo avversario (indipendentemente da chi l’ha toccata per ultimo) o nella zona libera o fuori dal campo dopo un tocco di un avversario. Ogni singola azione inizia con ilservizio effettuato da una squadra dal fondo della sua parte di campo. All’inizio della gara chi vince il sorteggio può decidere se: servire, ricevere o su quale parte del campo iniziare la gara, chi perde il sorteggio può decidere su quale parte del campo giocare se il vincente sceglie servizio o ricezione, oppure scegliere servizio o ricezione se chi ha vinto il sorteggio decide di scegliere la metà campo su cui giocare il primo set. Nei set successivi il servizio iniziale spetterà a chi ha ricevuto nel set precedente e così via in maniera alternata fino all’eventuale quarto set. Al quinto set deve essere rieffettuato il sorteggio. Durante il gioco il diritto al servizio spetta a chi ha vinto l’azione di gioco precedente.

La partita è divisa in set, i quali, a partire dal 2000 con l’introduzione del Rally Point System, vengono vinti dalla prima squadra che raggiunge 25 punti, con almeno due punti di margine rispetto alla squadra avversaria; ogni azione assegna un punto, indipendentemente da chi è al servizio. In caso di parità sul punteggio di 24-24 si va avanti ad oltranza finché lo scarto di una delle due squadre non raggiunge i due punti. Precedentemente vinceva un set la squadra che conseguiva 15 punti, con uno scarto minimo di 2 punti, e ogni punto veniva ottenuto solo se la squadra che lo conseguiva era al servizio, altrimenti si otteneva soltanto il diritto al servizio (cambio palla); in caso di parità sul 14-14 il set era vinto dalla squadra che per prima acquisiva 2 punti di vantaggio sull’altra, sebbene col tempo questo limite era stato fissato a 17 (quindi era possibile vincere un set 17-16). Al termine di ogni frazione di gioco, vi sono 3 minuti di riposo e le squadre devono cambiare campo. La motivazione principale al cambio delle regole fu la necessità, dovuta in gran parte a motivi di programmazione televisiva, di porre un limite alla durata degli incontri. Infatti, sebbene anche con le regole attuali le partite possono avere durate piuttosto diverse a seconda della durata delle azioni di gioco, tuttavia è molto raro che una singola azione si protragga per più di 5-6 scambi, e comunque mediamente le azioni hanno durata inferiore. Viceversa con il vecchio sistema, in presenza di squadre con livello tecnico alla pari, era molto comune che si verificassero lunghissime sequenze di gioco in cui sistematicamente l’azione di gioco veniva vinta dalla squadra che non serviva, facendo sì che per molti minuti nessuna squadra realizzasse punti. Ciò derivava dal fatto che la squadra in ricezione si trova nelle condizioni di attaccare per prima dopo aver ricevuto la palla.

La partita si disputa al meglio dei 5 set, ossia vince la gara la squadra che ne conquista tre. Nel caso si arrivi ad un punteggio di 2 set pari, si disputa il quinto set chiamato tie-break, a differenza dei primi quattro set, vince la squadra che raggiunge per prima i 15 punti, sempre con il vincolo dei due punti di scarto. Tale vincolo era subentrato in un secondo momento, rispetto all’innovazione stessa del tie-break, laddove era ancora prevista la vittoria al tetto massimo di 17-16, poi modificato onde evitare che una sola azione di gioco risultasse decisiva per le sorti di entrambe le squadre. Nel tie-break si effettua il cambio di campo al raggiungimento dell’ottavo punto.

Le zone del campo e la rotazione dei giocatori 

Il campo è suddiviso in due zone: la zona d’attacco e la zona di difesa (dalla linea dei tre metri a fondo campo). Vi è un’ulteriore suddivisione teorica di ogni metà campo in sei zone numerate. In pratica sia la zona d’attacco sia quella di difesa vengono suddivise ognuna in tre parti e numerate (dis.1): si assegna il numero 1 alla zona di difesa a destra, il numero due alla zona d’attacco a destra e si prosegue in senso antiorario fino alla zona 6, corrispondente a quella centrale di difesa. La rotazione dei giocatori per il turno al servizio comporta che ogni giocatore all’inizio di ogni azione occupi una determinata zona del campo: si avranno quindi tre giocatori avanti (attaccanti) e tre giocatori dietro (difensori). La rotazione iniziale di ogni set viene decisa dall’allenatore che la consegnerà all’arbitro il quale controllerà, prima del fischio d’inizio, l’esatta disposizione dei giocatori.

La squadra che parte con il possesso di palla è la squadra al servizio, mentre l’altra è chiamata squadra in ricezione. Il giocatore di zona 1 della squadra al servizio si porta dietro la linea di fondocampo e, al fischio dell’arbitro, mette la palla in gioco (ha 8 secondi di tempo per farlo) effettuando il servizio; la palla deve oltrepassare la rete e giungere nel campo avversario. L’azione continua fino a che la palla non tocca il campo, è inviata fuori dal campo o una squadra non la rinvia correttamente. La squadra che vince un’azione di gioco conquista un punto. Se il punto è assegnato alla squadra già al servizio, essa continua a servire. Quando la squadra in ricezione vince l’azione, conquista oltre al punto anche il diritto a servire ed i suoi giocatori ruotano di una posizione in senso orario, in modo che chi si trovava nella zona di servizio passerà in zona 6, mentre il giocatore che era avanti in zona 2 andrà a servire in zona 1.

Ufficiali di gara

Le partite di pallavolo dovrebbero essere dirette da due arbitri (ed uno di riserva nelle gare internazionali), quattro giudici di linea (ed uno di riserva nelle gare internazionali), unsegnapunti e un assistente segnapunti (quest’ultimo solo nelle gare internazionali con il compito di registrare le sostituzioni del libero). Il collegio arbitrale al completo è presente solo nelle gare internazionali e di Serie A. A livelli più bassi si trova spesso un solo arbitro (a volte due) e un segnapunti. Nel caso ci siano due arbitri, il primo svolge le sue funzioni su un seggiolone posto ad un’estremità della rete, mentre il 2° a terra, all’altra estremità. Il segnapunti (sempre presente), compila il referto di gara stando seduto ad un tavolo posto frontalmente rispetto al 1º Arbitro, dalla parte del 2° arbitro quando questi è presente.

Dalla stagione 2010/11, in Serie A1, verrà introdotta la figura del segnapunti “elettronico” che, in un primo tempo, affiancherà il segnapunti “cartaceo” con la prospettiva, con il passare del tempo, di sostituire quello cartaceo diminuendo gli errori e facilitando il lavoro del segnapunti.

Ruoli

I ruoli dei sei giocatori in campo sono questi:

  1. Palleggiatore Alzatore o Palleggio o Regista
  2. Centrale Centro
  3. Schiacciatore-laterale o attaccante o Ala o Banda o Martello
  4. Schiacciatore-opposto o Opposto o “fuorimano”
  5. Libero

Regole

Per definire la fisionomia del gioco della pallavolo, di seguito vengono descritte in breve alcune regole apposite. Il servizio spetta alla squadra che ha fatto segnare il punto a suo favore. Il servizio è il fondamentale con il quale il giocatore che di turno ricopre la zona 1 invia la palla nel campo avversario, colpendo la palla fuori dal campo, in una qualsiasi zona dietro la riga di fondo campo, ed entro l’ideale proseguimento delle due linee laterali. La palla deve superare la rete nella zona definita dalle due aste laterali senza toccare né il campo di gioco della squadra al servizio, né alcuno dei suoi giocatori. Se la palla tocca la rete ma, passando sopra di essa, giunge nel campo avversario, il servizio è valido. Il servizio non può essere murato. Il giocatore che effettua il servizio non deve calpestare la linea di fondo campo od oltrepassarla durante l’esecuzione del servizio (può però oltrepassarla in salto, ossia staccare prima della linea e atterrare dentro il campo, dopo aver colpito la palla). Il giocatore al servizio ha a disposizione 8 secondi per il servizio, dal fischio dell’arbitro.

Per ogni azione di gioco, la squadra ha a disposizione tre tocchi, il muro non è conteggiato tra questi, per inviare la palla nel campo avversario; nel caso di un quarto tocco l’azione è considerata fallosa (fallo di “quattro tocchi”) e il punto va all’avversario.

Uno stesso giocatore non può eseguire due tocchi consecutivi, sia nel senso che non può passarsi la palla da solo sia nel senso che deve colpirla in modo netto (non necessariamente con una sola parte del corpo). Vi sono però alcune eccezioni a questa regola, come in ricezione (primo tocco di squadra dopo il servizio) e a muro. Sul primo tocco l’unico fallo che può essere ravvisato è quello di palla bloccata e/o lanciata tipo pallamano. Per quanto riguarda il muro, essendo questi non conteggiato come tocco di squadra, un giocatore che tocca la palla mentre sta effettuando il muro, può subito ri-toccare la palla rimasta dalla sua parte della rete, in “autocopertura”, senza incorrere nel fallo di “doppio tocco” ed effettuando pertanto il primo tocco di squadra.

La palla non può essere fermata o trattenuta e può essere colpita con qualunque parte del corpo; costituisce fallo il contatto e il successivo accompagnamento della palla o il contatto continuo e ripetuto con il corpo.

Se la palla tocca la rete e ritorna indietro può essere rigiocata, nel limite dei tocchi rimasti a disposizione della squadra, a patto che non sia lo stesso giocatore che ha indirizzato la palla in rete a rigiocarla (fallo di “doppio tocco”).

I giocatori difensori (ovvero quelli occupanti le posizioni 5, 6 e 1) non possono inviare la palla nel campo avversario se si trovano nella zona di attacco (tra la linea “dei tre metri” e quella centrale) e la colpiscono quando essa si trova completamente sopra il bordo superiore della rete. In ogni caso il fallo si concretizza solo al momento in cui l’attacco è completato, ossia la palla viene toccata dal muro e/o supera completamente il piano verticale della rete. Possono viceversa inviarla nel campo avversario se la colpiscono sotto l’altezza della rete o se la colpiscono mentre “staccano” (senza toccare la linea dei tre metri) dalla zona di difesa.

I giocatori difensori non possono eseguire un muro effettivo.

Se un giocatore mette il piede nel campo avversario, oltrepassando completamente la linea centrale commette fallo (invasione). Non è fallo, a meno di non interferire con il gioco avversario, toccare il campo avversario con qualsiasi altra parte del corpo.

In ogni caso durante il gioco si commette fallo di invasione toccando l’antenna o la banda (nastro) superiore della rete, mentre non è fallo toccare qualsiasi altro punto della rete, a patto di non interferire direttamente col gioco.

Le linee che delimitano il campo sono tracciate all’interno delle sue dimensioni: la palla che colpisce la linea è palla “dentro”.

La palla che tocca le antenne (le astine che delimitano il campo, attaccate alla rete), o la rete all’esterno delle antenne, o il soffitto, o le mura della palestra, o un oggetto fuori del terreno di gioco, o una persona esterna al gioco, è da considerarsi fuori. Qualora la palla passi completamente o parzialmente al di fuori dello spazio di passaggio (ossia quello delimitato internamente dalle antenne), con direzione la zona libera avversaria, essa può essere recuperata purché la palla rientri nel campo di gioco della squadra che l’aveva inviata con traiettoria parzialmente o totalmente al di fuori dello spazio di passaggio e il recupero avvenga regolarmente (non vi sia cioè un doppio tocco, un fallo di trattenuta/accompagnata, avvenga nei limiti dei 3 tocchi per squadra).

Se un giocatore appartenente alla squadra in battuta cerca di coprire, mediante le mani o il corpo, il compagno che sta effettuando il servizio, così togliendo la possibilità alla squadra in ricezione di vedere il pallone, commette il fallo di “velo”.

Punti classifica

Nei campionati italiani vengono assegnati 3 punti alla squadra che vince 3-0 o 3-1, alla squadra perdente vanno 0 punti. Alla squadra che vince al Tie-Break (il set finisce al 15) vengono assegnati 2 punti, alla squadra perdente un solo punto. I criteri di classificazione in caso di parità di punti in classifica riguardano generalmente nell’ordine: il maggior numero di vittorie, il quoziente dei set (i set all’attivo divisi per i set al passivo), e il quoziente dei punti (anch’essi mediante divisione). Si nota che in quest’ ultimo passaggio non vengono considerati validi i punti ottenuti con vittorie a tavolino.

Nelle categorie minori, vedi u12, le partite si svolgono con assegnazione punteggi differenti ogni set regala un punto in classifica alla vincente del set stesso.

In campo internazionale, dalla prossima stagione (2011/2012) dovrebbe essere adottato il sistema italiano. Fino a poco tempo fa (anche l’ultima COPPA CEV) i punti erano assegnati 2 a chi vince 1 a chi perde. Più facile quindi avere classifiche più corte.I punti si contano di 2 in 2.